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barca a vela nell'Adriatico

Scegli bene la bandiera per la tua imbarcazione

evita le bandiere "ombra"

Bandiere Ombra

In questi ultimi anni la caccia alla bandiera nautica che non crei problemi ai proprietari di barche da diporto si è fatta piuttosto serrata. Il fenomeno della fuga verso i registri di convenienza, ha investito in maniera rilevante il mondo del diporto.

Oltre ai grandi yacht, coinvolge anche unità di più modeste dimensioni. Vediamo di fare il punto della situazione sulle proposte attualmente più gettonate del mercato delle immatricolazioni.

Requisito essenziale per l’immatricolazione è il cosiddetto «genuine link» tra lo Stato e la nave, e che lo Stato eserciti un reale potere di controllo su di essa.

Delaware

Il Delaware, paradiso dell’anonimato, stato confederato USA, è sempre stato per la nautica internazionale un’ottima soluzione. Una proposta di prima scelta, diffusa soprattutto nel settore del “luxury yacht” e tra le Società di gestione charter.

Anche per quanto riguarda il diporto minore, la bandiera è entrata nella gamma delle opzioni possibili di iscrizione.

Però, ora la pacchia è finita. Il Delaware è entrato nel mirino dell’Amministrazione americana, decisa a ristabilire la legalità. In sintesi, se un’unità da diporto o commerciale non viene utilizzata maggiormente nelle acque dello Stato confederato durante un anno, l’immatricolazione decade immediatamente.

Quindi, a differenza di quanto viene da più parti pubblicizzato, riguardo la semplificazione burocratica, l’iscrizione nel Delaware è illegale se non si trascorrono i richiesti periodi di navigazione nelle acque di questo Stato.

Polonia

Non è bastato il pesante disagio causato recentemente dalla bandiera belga e quella olandese alle numerose barche da diporto di provenienza italiana, che nel giro di poco tempo sono state obbligate a cancellarsi da tali registri (verso cui erano state attirate dalle solite lusinghe di burocrazia azzerata e costi ridotti), che subito è entrato in campo un nuovo soggetto: si tratta del registro Polacco, destinato, con ogni probabilità, a ripercorrere gli stessi deleteri esiti dei registri di Belgio e Olanda.

La questione è sempre la stessa, riguarda la particolare disponibilità dello Stato a richiedere requisiti elastici ai fini del rilascio della propria immatricolazione, tali da classificare, oggettivamente, la bandiera come “bandiera di comodo”, “bandiera ombra o di convenienza”.

Infatti, nel caso della Polonia, non convince la sua conformità alla convenzione UNCLOS. Vale a dire il rispetto dei requisiti ai fini dell’iscrizione del naviglio nei propri registri che dovrebbero prevedere, come già visto, un reale legame sostanziale tra lo Stato di bandiera e la nave, cioè il “genuine link” e l’effettivo controllo da parte dello Stato sulla nave stessa.

Invece, l’iscrizione delle unità da diporto nel Polish Register avviene con una semplicità disarmante, al livello peggiore delle “bandiere di convenienza”, senza una corretta verifica documentale della proprietà, dei documenti di marcatura CE o di navigazione (basta scansionarli ed inviarli via email ordinaria al Registro), e per le unità usate, dei documenti di dismissione di bandiera del registro originario. Nessun controllo né amministrativo né tecnico di sicurezza viene svolto.

È evidente a tutti, e dovrebbe essere evidente soprattutto a chi decide di andare sotto questa bandiera, che non sono adottate misure antifrode né tanto meno di antiriciclaggio delle barche rubate, cui non pare difficile possano aggirare requisiti di bandiera all’acqua di rose.

E anche le barche per le quali il registro originario di appartenenza ha vietato la navigazione per questioni tecniche di sicurezza o addirittura per fatti amministrativi e/o di legge, possono trovare un accogliente approdo sotto le insegne polacche, per nulla attente a queste problematiche.

Insomma, in questo registro si può trovare veramente di tutto ed è molto probabile che l’IMO, International Maritime Organization, a breve voglia vederci chiaro .

Le altre bandiere ombra

L’International Transport Workers’ Federation, riconosciuta come la principale autorità di trasporto mondiale, aggiorna costantemente una lista composta dalle nazioni che utilizzano le proprie bandiere a questo scopo. Sono state dichiarate “FOC” (Flag Of Convenience):

Antigua e Barbuda, Curaçao (Paesi Bassi), Sint Maarten (Paesi Bassi), Bahamas, Barbados, Belize, Bermuda (Regno Unito), Birmania, Bolivia, Cambogia, Cipro, Comore, French, International Ship, Register (Francia) Georgia, German International Ship Register (Germania), Giamaica, Gibilterra (Regno Unito), Honduras, Isole Cayman (Regno Unito), Isole Marshall, Libano, Liberia, Malta, Mauritius, Mongolia, Panamá, São Tomé e Príncipe, Saint Vincent e Grenadine, Sri Lanka, Tonga, Vanuatu.

Bandiere "Genuine Links"

Bandiera Italiana

La tanto vituperata bandiera italiana è da sempre tra quelle che, invece, godono del maggior credito a livello mondiale.

La legislazione sia in ambito mercantile sia in quello del diporto è molto attenta e rispettosa delle normative internazionali, caratterizzata però da un oggettivo eccesso di burocrazia.

Sul piano fiscale l’Italia non può certamente competere con i registri di “comodo”.

Dando un’occhiata a taluni numeri ci si rende conto di quanto la proposta della bandiera tricolore sia debole: il nostro Paese produce il 32% delle barche di tutto il mondo, ma sotto la sua bandiera si registra solo il 2% della flotta diporto. Nella fascia degli yacht tra i 30 e i 50 metri di lunghezza, di cui siamo produttori del 54% del totale, la bandiera italiana interessa percentuali ancora più esigue.

Bandiera Slovena

Si tratta di una quasi “new entry” nel panorama diportistico internazionale, ma è ormai certo che il registro nautico della Slovenia è l’alternativa più solida ed affidabile a quella Italiana.

Il Registro si compone di due sezioni: quella del diporto, in cui sono iscritte imbarcazioni e navi e quello per le navi mercantili, di qualsiasi tipologia e stazza.

La Slovenia ha aderito a tutte le convenzioni internazionali che riguardano la navigazione marittima, pertanto è perfettamente in regola per promuovere l’iscrizione di unità in navigazione internazionale.

Sotto il profilo del “genuine link” la Slovenia risponde in pieno alle disposizioni internazionali. Lo Stato, attraverso la sua “amministrazione marittima”, conduce un controllo costante sulle proprie unità iscritte, prevedendo non solo le necessarie verifiche amministrative sulla proprietà dello yacht, ma anche le trascrizioni, ipoteche, ecc.

Gli yacht sono sottoposti a visite ispettive di sicurezza, per il diporto con cadenza quinquennale. La normativa tecnica e amministrativa è agile e di facile interpretazione (tra l’altro la lingua Italiana è ufficialmente riconosciuta su tutta la zona costiera, grazie alla presenza di una cospicua comunità di lingua Italiana residente).

I vantaggi di questa bandiera sono soprattutto legati alla moderna e veloce gestione delle pratiche da parte dell’amministrazione.

L’alto livello d’attenzione, va detto, è anche assicurato dalle dimensioni attuali del Registro.

Risultano buoni anche i supporti di “customer care”.

Ad esempio, la società Laboratorio Nautico Pirano, la prima specializzata “marittimista”, offre servizi di consulenza, perizie, certificazioni, ed agevola l’iscrizione delle imbarcazioni anche per i non residenti in Slovenia. Sempre disponibili, consultabili direttamente in lingua Italiana e senza essere sballottolati da un telefono all’altro per avere risposte sulle proprie necessità.

Infine, per quanto riguarda le spese d’iscrizione e mantenimento della bandiera, siamo su valori assolutamente concorrenziali.

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