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la Bora solleva spruzzi di acqua sul molo Audace

La Bora

'Bora che sbaia xe fogo de paia; bora scura, poco la dura; bora a trati, xe quela che bati'

un refolo di Bora solleva spruzzi di acqua sul molo Audace a trieste

La Bora è un vento catabatico, cioè di caduta e compressione adiabatica, di provenienza nord/nord-orientale, che soffia con particolare intensità specialmente verso l’Alto e Medio Adriatico e verso alcuni settori dell’Egeo e del Mar Nero in presenza di forti gradienti barici tra continente e mare.

La Bora non si orienta in un’unica direzione, secondo la legge di Buys Ballot, ma fluttua intorno ad una direzione media che è tipica per ogni località. La sua caratteristica è di essere un vento “discontinuo”, ovvero di manifestarsi con raffiche più forti, intervallate dalle raffiche meno intense. Tali raffiche sono comunemente dette “refoli”

Soffia specialmente in inverno, ed è denominata “bora scura” con cielo coperto o con pioggia o neve. Sul golfo di Trieste, come in tutto l’alto Adriatico, fino a Chioggia, alla laguna Veneta e alla Romagna e le coste del pesarese, la direzione tipica è quella di E-NE. 

Nella Venezia Giulia, il vento, a causa delle grandi differenze di temperature che si instaurano tra l’altopiano del Carso, molto più freddo, ed il litorale, sensibilmente più caldo, si rinforza notevolmente, divenendo furioso e turbolento, con raffiche che possono superare la soglia dei 150–160 km/h.

L’aria artica continentale, relativamente densa e secca, scende al Mediterraneo da più varchi (“porte”) sull’Adriatico: quella che interessa il Triveneto in particolare, fluisce attraverso la “porta di Postumia” considerata la “porta della Bora” per antonomasia – una depressione della catena alpina nelle Alpi Giulie, tra l’altopiano carsico del Monte Nanos, detto anche Monte Re (Nanos-Hrušica) e il gruppo del Monte Nevoso (Snežnik-Javornik).

Essa investe particolarmente il settore triestino, per poi interessare in modo attenuato una fascia limitata a nord ovest dal Monfalconese e a sud est dalla parte settentrionale dell’Istria bianca.

Generalmente in modo meno intenso del 20%, interessa spesso anche alcune località della provincia di Gorizia, tra le quali Gorizia e Monfalcone, Cividale del Friuli e le Valli del Natisone in provincia di Udine, nonché i comuni confinanti con il Collio Sloveno. Nel golfo di Trieste la bora mantiene la direzione principale ENE, causando un vivace moto ondoso e di deriva.

Sia pure ridotta del 30%, si fa sentire sostenuta sino a Venezia e Chioggia, in Romagna e nella pianura emiliana orientale, portando bruschi cali di temperature. Nel semestre invernale questo tipo di vento in tutte le zone summenzionate può raggiungere e superare velocità di 35–40 m/s e può durare per diversi giorni causando danni.

mappa dell'Europa che evidenzia la porta della Bora

La Bora più conosciuta in Italia è appunto quella di Trieste. In Croazia è celebre quella di Segna e Fiume e in Slovenia quella di Aidussina. La bora, proveniente dai varchi della Dalmazia, soffia intensamente anche lungo le coste dell’Adriatico centrale italiano, raggiungendo velocità notevoli, nelle Marche talvolta oltre i 100 km/h.

La misurazione dei record di Bora è sempre alquanto controversa, essendo i dati registrati in siti diversi, con strumentazioni a volte non rispondenti alle norme WMO. I dati di velocità più elevati si raggiungono nella fascia di transizione tra terraferma e mare aperto, come sui moli del porto.

Il record ufficiale è stato tuttavia registrato nel 1954 dall’Istituto Talassografico con 171 km/h (prima che la forza del vento spaccasse l’anemometro).

Il 10 marzo 2010 gli strumenti (posizionati però fuori norma WMO) dell’Istituto Nautico hanno registrato una raffica a 188 km/h.

Tra il 1 e il 2 marzo 2011, la Bora ha battuto il record precedente di velocità, con una velocità calcolata di 163 km/h registrata dall’OSMER FVG, e 173 km/h dal Nautico. Addirittura 171 km/h rilevati a Prosecco

Tra venerdì 10 e sabato 11 febbraio 2012, quando sulla zona di Trieste sono state registrate raffiche da E-NE di intensità straordinaria, mentre presso l’anemometro sul molo F.lli Bandiera si è archiviata una raffica di picco di ben 50.8 m/s, ossia quasi 182.88 km orari, l’adiacente stazione dell’OSMER FVG, sul medesimo molo a pochissimi metri di distanza ha invece segnato una raffica di picco di “soli” 168 km/h.

In alcune località della Slovenia e della Dalmazia, per esempio sul ponte sospeso dell’Isola di Veglia la Bora ha, negli eventi più estremi, superato i 220/250 km orari ( dati misurati fuori norma WMO ).

raffiche di Bora mettono in difficoltà imbarcazioni nel Mar Adriatico

Un antico detto dei nostri vecchi, soprattutto Fiumani e Triestini, recita: “la Bora nasce a Segna, si sposa a Fiume e muore a Trieste”.

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